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ECONOMIA CIRCOLARE
30.01.2026 - 09:39
La Lombardia é la regione leader negli impianti di biogas
«Il governo nel tentativo di ridurre gli alti costi in Italia dell’energia elettrica a famiglie ed imprese sta valutando diverse soluzioni. Tra queste l’eliminazione del prezzo minimo garantito legato alla produzione di energia elettrica da biogas in ambito agricolo. Ed è una soluzione che non possiamo accettare perché significherebbe la fine del nostro settore». È quanto afferma con forza Alessandro Bettoni, presidente della Sezione bioeconomia di Confagricoltura Lombardia.
«Ho riunito la nostra sezione economica, prosegue Bettoni, per parlare di questo aspetto particolarmente preoccupante per informare i consiglieri ed i soci su questo rischio reale che stiamo correndo e che verrebbe solo dilazionato nel caso di un decalage graduale del prezzo minimo garantito. La sostanza non cambierebbe: la fine del settore della produzione di elettricità nelle campagne tramite biogas».
A partire da questa constatazione sono cominciate le azioni di contrapposizione a partire dal coinvolgimento delle strutture organizzate dei produttori di rinnovabili in ambito agricolo come il Consorzio Monviso ed il Consorzio Italiano Biogas, ma anche della politica e di Confagricoltura.
«Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha coinvolto il ministro dell’ambiente Gilberto Picchetto Frattin allertandolo sui rischi che corre il settore. Riprende Bettoni, visto che la competenza sul tema è specifica di quel ministero. Oltretutto segnalo che il prezzo minimo garantito era stato introdotto soltanto da poco più di un anno e solo a seguito di un impegnativo lavoro e di una pressante azione sindacale da parte nostra durata oltre due anni. Un colpo di spugna in questo momento e dopo l’enorme sforzo compiuto non può essere accettato, abbiamo fatto pervenire allarmati messaggi a chi sta lavorando agli uffici che stanno scrivendo le norme».
Tra i politici coinvolti anche l’assessore all’agricoltura lombarda, Alessandro Beduschi, a cui Bettoni per il tramite di Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia si sta rivolgendo con una lettera molto precisa e circostanziata.
«Confidiamo nell’aiuto del nostro assessore regionale - continua Bettoni - la Lombardia è la regione che vanta il maggior numero di impianti di biogas ed è stata una pioniera del comparto. Siamo consapevoli della necessità di contenere il costo dell’energia per famiglie ed imprese, ma non in ambito agricolo che è un settore virtuoso e impegnato sulla economia circolare. Sembra che il taglio dovesse partire addirittura dal 12 gennaio, poi è slittato. Ora siamo in una fase in cui dobbiamo cercare di modificare le cose. Circola un’ipotesi di dilazione dei tempi fatta ventilare dal ministro Picchetto Frattin con cui si arriverebbe al massimo al 2030-31. È una ipotesi che ci consente di prendere un po' di tempo ma non è certamente risolutiva».
Il tema è stato ampiamente dibattuto nel corso della Sezione Bioeconomia e molte sono state le osservazioni emerse dai consiglieri. In particolare, gli aspetti economici legati all’adeguamento degli impianti alle normative ambientali per l‘ottenimento del riconoscimento di sostenibilità.
«In effetti si è trattato di un forte impegno economico - conclude Bettoni - un anno fa ci è stata data la possibilità di continuare a certe condizioni, anche per revampare gli impianti ormai a fine vita. Lo abbiamo fatto contando sulla possibilità di avere un prezzo minimo garantito. Per cui la nostra posizione principale oggi è di togliere dal decreto bollette il taglio del prezzo minimo garantito agli impianti di biogas e in secondo luogo di attenere un congruo lasso di tempo, che potrebbe essere quantificato in dieci anni, per uscire da questo sistema, ma lavorando nel frattempo per sostenere il comparto con misure specifiche post PNRR».
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