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Nuove presidenze per le FNP: latte, bioenergie e equini, i tre comparti guidati da imprenditori agricoli lombardi

Nuove presidenze per le FNP: latte, bioenergie e equini, i tre comparti guidati da imprenditori agricoli lombardi

Si rafforza il peso e la voce del nostro territorio negli asset nazionali di Confagricoltura negli ultimi giorni sono stati eletti alla presidenza della Federazione nazionale Lattiero Casearia e della Bioeconomia rispettivamente Francesco Martinoni e Alessandro Bettoni. A questi, si aggiunge Ferruccio Badi già alla presidenza della Federazione nazionale equini. «Queste nomine sono importanti per tutti noi per due motivi fondamentali - ha affermato Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia -: da una parte, infatti, ciò dimostra la positiva propensione al ruolo di rappresentanza dei nostri soci e dall’altra permettono a tutta la nostra organizzazione regionale di poter portare le istanze del territorio lombardo sui tavoli di confronto nazionale ed essere aggiornati in tempo reale sulle problematiche dei settori agricoli di riferimento ». Francesco Martinoni è stato eletto all’unanimità e ha già le idee chiare sul fatto che nel prossimo futuro la sfida della sostenibilità deve giocoforza coniugarsi con quella economica, trovando un punto di equilibrio tra gli interessi aziendali e quelli dell’impatto ambientale nelle aziende zootecniche. In particolare si dovrà proseguire nella certificazione del benessere animale, che in prospettiva diverrà non più opzionale ma un obbligo per tutti. Va in questa direzione l’utilizzo razionale e mirato dei farmaci, soprattutto gli antibiotici, con innegabili vantaggi sia economici sia sulla salute dell’animale. Tema caro a Martinoni resta sempre il prezzo del latte, per ridurre le distanze di remunerazione tra le diverse destinazioni e per trovare alternative al suo utilizzo non solo alimentare, ma anche in settori come il farmaceutico e la cosmesi. Anche per il neoeletto presidente della Federazione della Bioeconomia, Alessandro Bettoni, le sfide del comparto obbligano i protagonisti delmsettore a pensare a nuove idee di sviluppo, come dimostra il suo programma incentrato su due proposte: la prima si riferisce agli impianti a biogas, anche in vista della scadenza del periodo incentivante per i primi impianti realizzati, e quindi il biometano, settore che in prospettiva potrebbe avere uno sviluppo significativo ma che sconta ancora un’eccessiva pressione da parte dell’Unione  europea (vincoli che penalizzano le strutture delle aziende agricole, pregiudicando la loro possibilità di convertirsi). «La sezione Bioeconomia sta prendendo sempre più piede nelle strutture confederali - dice Alessandro Bettoni -: la nostra regione è stata una delle prime ad investire in questo comparto e le province interessate continuano ad aumentare, grazie a un cambio di sensibilità anche su temi quali l’energia, l’ambiente, la gestione dell’agricoltura conservativa e di precisione. Un altro aspetto importante per gli agricoltori - conclude Bettoni - è il fotovoltaico, in vista del rinnovo dei bandi 2020-2021 su cui c’è da lavorare tantissimo».

Confagricoltura Lombardia, inoltre, è fiera di avere tra i presidenti delle Federazioni nazionali di prodotto di Confagricoltura anche Ferruccio Badi alla guida della Federazione degli equini. Un comparto, però, in forte difficoltà: «Stiamo vivendo un grave situazione economica come tutti i settori del mondo zootecnico - ha affermato Badi - e per il nostro comparto sembra non esserci fine dalla crisi del 2004. Tutte le attività sono ferme dal primo lockdown e abbiamo registrato perdite fino al 70% delle entrate. Ora è necessario programmare la ripartenza. In questa fase - spiega il presidente della FNP equini - stiamo vivendo il fermo delle lezioni di equitazione e delle uscite di ippoturismo, tutte le prenotazioni dall’estero per le settimane in natura con i cavalli sono state cancellate, i movimenti turistici dei fine settimana sono congelati, le trattative per le vendite dei cavalli annullate, così come le monte degli stalloni e tutti gli eventi ludici e sportivi. E tutto questo avviene in una clima di totale assenza da parte delle istituzioni. Nello stesso tempo - prosegue Ferruccio Badi - per il nostro settore i costi di gestione rimangono invariati, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione degli animali». Per questi motivi, la Federazione nazionale di Confagricoltura chiede al governo alcune misure puntuali finalizzate a sostenere il comparto: «Abbiamo bisogno che per l’anno 2020 siano stralciati gli obblighi di pagamenti contributivi, dei versamenti Iva, delle imposte per lo Stato, le Regioni, i Comuni e che venga riconosciuto un indennizzo di mille euro per capo come contributo per il mantenimento - ha spiegato l’allevatore -; è inoltre importante che venga istituita una linea di credito agevolata per le aziende del settore che peraltro deve essere considerato agricolo a tutti gli effetti, anche da un punto di vista fiscale, amministrativo e previdenziale». Le richieste, però, non sono finte: «In un confronto con i colleghi a livello nazionale è poi emersa la necessità urgente di istituire un tavolo di settore a livello nazionale per individuare le corrette strategie per la ripresa di questo comparto, soprattutto da un punto di vista turistico: è indispensabile - ha concluso badi - un intervento del governo in favore di questa attività agricola, orgoglio italiano nel mondo».

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