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RICERCA E SVILUPPO
24.02.2026 - 16:18
Coniugare vecchi concetti come la rotazione con le nuove conoscenze sul sequestro di carbonio e sui nutrienti del suolo
L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha ospitato l’incontro conclusivo del progetto ReFarmS. Già dall’acronimo si capisce che il progetto si poneva l’obiettivo di individuare soluzioni innovative per l’agricoltura ed in linea con le nuove esigenze di carattere ambientale. E così è stato.
Si trattava di integrare concetti ecologici nei moderni sistemi agricolturali e zootecnici specializzati con un approccio multifattoriale. Il progetto ha indagato come la diversificazione delle colture vegetali, come cover crop e prati temporanei, possa contribuire a regolare i cicli del carbonio e dei nutrienti nel suolo. Un approfondimento centrale è stata la valorizzazione dell’effetto nel tempo delle rotazioni e l’ottimizzazione del credito di azoto da parte dell’erba medica e dei reflui zootecnici nei sistemi misti mais-foraggio per aumentare la resilienza e la sostenibilità delle aziende zootecniche da latte. Le evidenze agronomiche sono state integrate con tecnologia di mappatura del suolo e con sistemi di modellistica previsionale per estendere i risultati nello spazio e nel tempo.
Il lavoro sperimentale, della durata di tre anni, è stato coordinato dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e sviluppato unitamente al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino e dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
La presentazione dei risultati sperimentali nella giornata conclusiva è stata un mix di vecchie e buone pratiche agronomiche con innesti di importanti innovazioni legati a nuovi concetti sulla nutrizione del suolo e sequestro di carbonio. Il tutto basato su misurazioni effettive in diverse condizioni pedo climatiche e di miscugli foraggeri.
La sinergia tra rotazione e concimazioni organiche ha permesso di creare un modello produttivo capace di migliorare la redditività aziendale attraverso l’ottimizzazione dei nutrienti prodotti per ettaro, la riduzione dei costi di produzione e il miglioramento della resilienza del sistema agricolo rispetto alle variabili ambientali e di mercato.
I risultati hanno mostrato come la rotazione del mais con erba medica possa determinare un accumulo di carbonio superiore rispetto al mais in mono-successione. Inoltre, è stato analizzato in dettaglio Il contributo alla dinamica del carbonio del suolo con l’evoluzione delle frazioni POM (Particulate Organic Matter) e MAOM ( Mineral-associated Organic Matter) e le implicazioni operative per agricoltori e tecnici con particolare riferimento alle strategie di gestione sostenibili dei sistemi colturali.
Il Pom è la sostanza organica costituita da residui organici poco decomposti e non ancora mineralizzati, caratterizzata da una rapida dinamica e da una maggiore sensibilità alle pratiche di gestione agronomica.
Il Maom è la frazione della sostanza organica del suolo stabilizzata con l’associazione di particelle minerali, come argille e limi fini, caratterizzata da elevata persistenza nel tempo e da un ruolo fondamentale nel sequestro di carbonio a lungo termine. Migliora la lavorabilità del suolo e favorisce il sequestro di carbonio.
Le conclusioni dell’incontro sono state sintetizzate dal prof. Vincenzo Tabaglio. I sistemi zootecnici intensivi sviluppano criticità e opportunità. Per noi è fondamentale ridurre l’impronta ambientale e perseguire il miglioramento produttivo. Occorre prestare la massima attenzione ad evitare il surplus di nutrienti, e nello stesso tempo essere consapevoli di avere un grande potenziale per migliorare il sequestro di carbonio. Con queste ricerche è possibile mettere le basi per una discussione approfondita sul rinnovamento dei sistemi agro zootecnici. La ricerca applicata è in grado di dare un grosso contributo per una maggiore comprensione alle tematiche anche di natura ambientale e capire quali sono i principali fenomeni legati alle emissioni nel suolo e in atmosfera e le possibilità per limitarle e catturarle. In questo processo assume un ruolo fondamentale la gestione dei reflui, delle rotazioni, delle cover crop e delle concimazioni e capire quali sono le barriere ed i suggerimenti per la diffusione di queste pratiche. Di fatto una moderna visone dell’agronomia o agronomia 4.0.
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