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Lattiero caseario
06.03.2026 - 19:15
Il prezzo del latte è crollato in pochi mesi. Il doppio prezzo favorisce la speculazione
“La situazione del comparto lattiero caseario si sta facendo ogni giorno più drammatica”. Afferma Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia. “E in particolare colpisce la nostra regione, visto il peso che ha sul comparto. In una audizione alla VIII Commissione Agricoltura di Regione Lombardia, che ringrazio per avere convocato pressoché tutti i rappresentanti della filiera lattiero casearia, la crisi che stiamo attraversando é stata portata all'attenzione della politica ai massimi livelli regionali. Erano presenti gli esponenti delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione. Il quadro che è stato loro prospettato è stato molto chiaro e abbiamo preso l’impegno per i prossimi giorni di mantenere aggiornati i contatti con informazioni dal territorio sull’andamento dei prezzi e delle disdette, la cui revoca è la nostra priorità”.
Il giorno dopo la discussione é stata portata in sede di Sezione regionale latte, dui cui lo stesso Boselli è presidente ad interim.
“E i casi concreti di profonda crisi sono venuti direttamente dai presidenti delle sedi provinciali lombarde di Confagricoltura. Sono in aumento le disdette per Il latte e le aziende da cui proviene. Il doppio prezzo del latte pagato dall’industria in seguito all’accordo, non scritto, di dicembre in sede Masaf che pur in una prima fase ha avuto un ruolo positivo si sta rivelando una trappola perché presta il fianco a manovre speculative spregiudicate. Alcune industrie disdettano il latte contrattualizzato, che per questo mese dovrebbe essere retribuito ancora a 52 centesimi, per poi accedere al mercato “spot” dove lo pagano 15-20 centesimi. Altri trasformatori lo ritirano a 45-47 centesimi. Insomma si sta parlando di manovre speculative vere e proprie come hanno sottolineato in Sezione latte i presidenti provinciali portando testimonianze dirette”.
A partire dal mese di aprile non vi sarà più nemmeno la flebile protezione dell’accordo non scritto, di 53 centesimi di media, e solo da pochi rispettato di dicembre del Masaf. La sensazione di una forte manovra speculativa è stata evidenziata in sede di Sezione latte dal momento che il crollo delle quotazioni è stato repentino: si è passati da 60 centesimi al litro e con quotazioni dello spot che si avvicinavano ai 70 a prezzi di 45 centesimi, meno 25%, con lo spot sotto i 20. Oscillazioni mai viste.
“Le prospettive sono drammatiche, riprende Boselli, e il problema riguarda tutta l’Europa e forse non solo. Vanno bene le misure che erano state previste dal ministro Lollobrigida volte a calmierare le fluttuazioni di mercato, ma servono anche azioni con effetti immediati, occorre diminuire la disponibilità di latte sul mercato con ogni mezzo, o incentivando la macellazione di vacche a fine carriera, o la cessazione dall’attività produttiva di aziende marginali o senza ricambio generazionale o semplicemente riducendo la somministrazione di mangime alle vacche. Ma occorrono risorse fresche ed urgenti per finanziare questi atti. Sul mercato, intanto, i prezzi non hanno seguito la curva discendente che avrebbe potuto agevolare i consumi e In prospettiva futura la situazione si potrebbe complicare ancora di più visto che il doppio prezzo di acquisto potrebbe portare a produzioni casearie differenziate e quindi replicare tra qualche mese la situazione attuale sui formaggi”.
Per cercare di porre rimedio a questa situazione, dai due vertici citati, sono emerse alcune ipotesi. “Da attuare con la massima urgenza e sinergia, continua Boselli. E occorre operare su due livelli: uno per arginare l’emergenza ed uno per una pianificazione di breve medio termine. Innanzi tutto, occorre il coinvolgimento politico nazionale ed europeo. Per questo ho appena chiesto la convocazione di una Sezione latte nazionale. Si dovrà coinvolgere il ministero e le rappresentanze politiche a livello europeo. In un passato, nemmeno tanto lontano, la Ue aveva finanziato con diverse misure il contenimento della produzione. E poi in un secondo tempo occorre una pianificazione delle produzioni, la cooperazione chiede l’avvio di una politica specifica sul latte come gli Ocm”.
E’ emerso anche la necessità dell’attivazione di un maggior dialogo tra i due segmenti della produzione e trasformazione del latte alimentare e della trasformazione in prodotti Dop e di pregio. Il bacino è unico e gli eccessi produttivi dell’uno possono incidere pesantemente sull’altra parte. “Senza contare, conclude Boselli, che il grosso dei nostri problemi sono stati causati dall’eccesso produttivo del Nord Europa, il cui latte, sia sotto forma di prodotto tal quale, di semi lavorato o di prodotti finiti, finisce per arrivare da noi a prezzi stracciati. Anche per questo il problema deve essere affrontato a livello europeo, e in questo senso chiediamo un forte intervento politico nazionale”.
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