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Un confronto sul futuro del latte
01/03/2021

Un confronto sul futuro del latte

Boselli: «Il prezzo del latte alla stalla decisamente troppo basso, ancora sotto i costi di produzione delle aziende»
Un confronto sul futuro del latte

La situazione del comparto lattiero caseario è stata al centro dell’incontro della specifica Federazione di prodotto di Confagricoltura Lombardia. Due i temi trattati: la situazione di mercato ed il prezzo del latte alla stalla e la valutazione di possibili produzioni alternative a quelle classiche del food. Ha fatto il punto della situazione Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia, con una panoramica sul mercato del latte che sta soffrendo della crisi complessiva dell’economia dovuta alle restrizioni da pandemia. Ad aggravare la situazione la produzione nazionale che è salita a livelli molto alti mentre all’estero a causa della crescita dei prezzi di cereali e soia sono stati contenuti gli incrementi produttivi. Oggi il latte ha una quotazione che oscilla da 34 a 38 euro a seconda dei casi; i formaggi duri e di qualità sono riusciti a tenere il prezzo su livelli accettabili, anche grazie al buon andamento dell’export. Va notato tuttavia che, soprattutto nel caso dell’industria, si è allargata la forbice tra il prezzo pagato alla stalla e quello del prodotto finale. Il latte che va a grana viene valorizzato intorno a 38-39 centesimi mentre per quello con destinazione industriale ha quotazioni molto più basse. Il prezzo pagato al produttore è condizionato dal contratto stipulato in autunno che ne impedisce la crescita nonostante i duri e lo spot stanno tirando abbastanza bene, il problema vero è l’incertezza del mercato. «La conseguenza di tutto ciò - ha affermato Antonio Boselli - è un prezzo del latte alla stalla decisamente troppo basso, spesso sotto i costi di produzione ». A fronte di questa situazione, di alte produzioni e prezzi bassi, si impone una riflessione sul futuro ed è per questo che una delegazione di Confagricoltura Lombardia, composta dallo stesso Boselli e da Riccardo Crotti, ha incontrato l’assessore all’agricoltura lombardo Fabio Rolfi con l’obiettivo di analizzare la situazione ed individuare possibili aree di sviluppo e sondare la possibilità di ottenere sostegno politico ed economico da parte di Regione Lombardia. È stato fatto un passaggio preliminare con il sistema cooperativo del comparto lattiero caseario italiano, in cui si è valutata l’ipotesi di realizzare una struttura in grado di effettuare una scomposizione del latte nei suoi componenti elementari da indirizzare verso una filiera non tradizionale come la nutraceutica, la farmacologia, la cosmesi o prodotti speciali per sportivi. Ma per il conseguimento di questo obiettivo è necessaria una fase preliminare che consiste nel produrre polvere di latte e di siero. Passaggio che comporta un investimento notevole e per il quale sono in corso un paio di studi di fattibilità e di sostenibilità economica del progetto. La proposta ha visto un forte coinvolgimento dì tutti i membri della federazione che ne hanno condiviso presupposti e finalità. La ricerca di produzioni alternative da affiancare a quelle tradizionali è un percorso obbligato, quanto meno a livello di progetto che ne studi fattibilità e relativi costi, che dovrà comunque investire la maggior parte delle strutture cooperative al fine di garantire una sua solidità, ed essere accompagnato da un potenziamento dell’export dei prodotti tradizionali verso mercati ricchi ed emergenti. Con questi presupposti il consiglio della Federazione ha valutato positivamente lo studio di fattibilità.