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Tavolo “Aree Protette”, l’aggiornamento in Regione tra le associazioni di categoria
09/06/2021

Tavolo “Aree Protette”, l’aggiornamento in Regione tra le associazioni di categoria

Si è tenuta lo scorso 26 maggio l’annuale seduta del Tavolo Regionale delle Aree Protette, momento di confronto tra Regione Lombardia, associazioni agricole, associazioni ambientaliste e venatori in materia di aree a tutela ambientale. All’incontro, oltre ai Dirigenti di struttura, era presente anche l’Assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi. Due gli argomenti che erano stati posti all’ordine del giorno: le attività della DGA in materia nel corso dell’anno trascorso e lo stato di attuazione della l.r. 28/2016 relativa alla riorganizzazione del sistema lombardo delle aree protette. Nel corso del 2020 le aree protette lombarde (parchi e riserve) hanno ricevuto dall’Assessorato Agricoltura contribuiti per oltre 3 milioni di euro destinati a 40 progetti presentati dai parchi, a cui vanno aggiunti 900 mila euro stanziati a gennaio per il programma di educazione ambientale. Negli ultimi mesi poi gli Uffici regionali, in stretta collaborazione con le Amministrazioni dei parchi, hanno condotto un censimento degli interventi strutturali che sarebbero necessari per un importo di spesa stimato di 70 milioni di euro. Tali interventi potrebbero trovare un parziale finanziamento anche con le risorse che arriveranno alla  Lombardia tramite il Recovery Fund. Sul fronte della pianificazione di settore nel corso dei 12 mesi trascorsi dall’ultima seduta del Tavolo è stato approvato il piano territoriale di coordinamento del Parco Nord e le modifiche parziali ai piani del Parco del Mincio, delle Valli del Lambro e Adda Nord, mentre si dovrebbero chiudere entro l’anno le varianti dei piani dei Colli Bergamaschi e dell’Oglio Sud. Ancora in corso di istruttoria invece le richieste di ampliamento dei confini dei parchi dei Colli Bergamaschi, di Montevecchia e del Monte Barro. In materia di applicazione della legge 28 il tema più importante è sicuramente rappresentato dalla possibilità data dalla norma di far confluire la gestione dei “parchi locali di interesse sovracomunale”, i così detti PLIS, nella gestione dei parchi regionali contigui, operazione che ha come presupposto la rinuncia di competenza della amministrazione provinciale territorialmente competente. Ad oggi dei 107 PLIS lombardi circa la metà hanno scelto per questa opzione mentre i restanti rimangono con gestione autonoma. Confagricoltura Lombardia nel proprio intervento ho sottolineato la problematica fuori controllo dei danni da fauna selvatica per affrontare la quale è indispensabile che venga superata la gestione degli stessi attraverso il regime del “de minimis”. Al riguardo la Regione ha informato che solo due parchi regionali (Ticino e Mincio) ad oggi dispongono di uno specifico regolamento di erogazione di tali indennizzi, senza l’adozione del quale i parchi non possono farsi  parte attiva per il ristoro dei danni alle colture agricole da parte della fauna selvatica. Rimane poi ancora “inattiva” la specifica notifica di questo aiuto fatta all’Unione Europea che attende incredibilmente da oltre due anni il relativo decreto ministeriale di attuazione che consentirebbe l’erogazione degli indennizzi sul capito degli “Aiuti di Stato”.
Confagricoltura infine ha richiamato l’attenzione della DG Agricoltura sull’annosa questione della eccessiva estensione della ZPS Lomellina. Al riguardo è stata suggerita l’organizzazione di una specifica riunione che veda anche il coinvolgimento della D.G. Territorio e che metta in correlazione il tema delle esigenze produttive con quelle di protezione ambientale e della corretta gestione delle risorse idriche indispensabili per la conservazione di questo specifico “agroecosistema” in cui la coltivazione del riso ha consentito anche il perseguimento di finalità chiaramente ambientali.