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Soldi e Nodari fanno il punto sul settore
29/04/2021

Soldi e Nodari fanno il punto sul settore

«Sono stati tre anni importanti, in cui il comparto maidicolo nazionale ha affrontato numerose sfide anche alla luce della nuova Strategia “Farm to Fork” in linea con gli obiettivi del Green New Deal». Sono queste le prime parole di Cesare Soldi, presidente della Federazione regionale cereali da foraggio di Confagricoltura per tracciare in sintesi un bilancio di questi ultimi anni di attività di rappresentanza insieme al collega cerealicoltore Fausto Nodari: «Attualmente - spiega Soldi, anche presidente di Ami -: l’Europa è purtroppo al primo posto nell’importazione di mais al mondo. Proprio di fronte a questo scenario diventa prioritario che gli obiettivi fissati dal “farm to fork” per il 2030 siano accompagnati da una solida programmazione preceduta da un’attenta valutazione d’impatto della stessa in tema di sostenibilità economica ed alimentare. Contestualizzare questi obiettivi sarà fondamentale per far sì che il cambiamento porti con sé benefici a tutto il comparto, ma serve un maggior coinvolgimento degli agricoltori e maggiori risorse». Il riferimento implicito è anche alla riduzione di circa il 10% a prezzi costanti della futura Pac rispetto alla Pac 2014-2020. «In questi anni - ha aggiunto Fausto Nodari - abbiamo chiesto che gli obiettivi vengano “riempiti” di strategie condivise e coordinate con altri strumenti fondamentali quali ad esempio le nuove tecniche di miglioramento genetico (Nbt) per ottenere maggiori rese a fronte di minori input ( agrofarmaci, fertilizzanti). Senza dimenticare il capitolo politiche commerciali per non favorire l’ingresso di mais coltivato con standard ambientali inferiori ai nostri e con mezzi di produzione proibiti da tempo in Europa». Inoltre, il tema dei prezzi nel mondo cerealicolo non lascia tranquilli i maiscoltori che continuano a registrare variazioni di prezzo incontrollate: «In quest’ultimo periodo ci siamo trovati di fronte ad una situazione internazionale economica con tantissime variabili sulla produzione e sullo stoccaggio - ha spiegato Nodari - e ciò a cui abbiamo assistito è il frutto della revisione al ribasso delle stime dei fondamentali di mercato dei principali paesi esportatori di materie prime e di nuovi giochi di borsa in questo settore strategico per l’agroalimentare». In conclusione, entrambi i cerealicoltori hanno voluto ribadire che «in Italia si producono eccellenze e dobbiamo essere capaci non solo di produrre nelle stesse condizioni dei nostri competitor, ma anche poter valorizzare una materia prima di qualità assoluta che non deve essere percepita come un costo, ma un’opportunità di filiera. Per ottenere ciò - hanno concluso - è necessario capire a fondo i costi produttivi che sosteniamo in Italia e condividere strategie a breve e medio termine per non trovarci più davanti a discrepanze così evidenti tra i prezzi internazionali di riferimento e quelli nazionali: ricordiamoci che i nostri cerealicoltori hanno dovuto sostenere la produzione negli ultimi mesi con il riconoscimento economico più basso di tutti gli stati europei, una situazione che non si deve più ripetere».