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Si attende che la Commissione apra la strada all’impiego delle NBT
27/04/2021

Si attende che la Commissione apra la strada all’impiego delle NBT

Si è tenuto lo scorso 13 aprile un webinar di contesto internazionale sulle NBT, nuove tecniche di miglioramento genetico, in vista del rinnovo della prossima Pac, le cui discussioni stanno entrando nel merito delle questioni cruciali. Una delle quali riguarda appunto, come a più riprese, richiesto dagli agricoltori europei la possibilità di utilizzare le nuove tecniche di miglioramento genetico, che nulla hanno a che vedere con i vecchi Ogm a cui sono state assimilate e che di fatto ne ha bloccato l’utilizzazione. Situazione questa che in un contesto produttivo internazionale in un mercato globalizzato non fa altro che discriminare gli agricoltori europei. Vi hanno preso parte tra gli altri Paolo De Castro, europarlamentare ed ex ministro delle politiche agricole e Celine Duroc, Direttrice della CEPM (Confederazione Europea dei produttori di mais).Di seguito se ne riporta una sintesi del loro intervento. Per l’europarlamentare Paolo De Castro, «la Commissione si appresta a presentare entro il 30 di aprile 2021 uno studio sullo stato delle NBT all’interno del quadro giuridico europeo. Ci auguriamo che lo studio chiarisca i dubbi lasciati dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso luglio 2018 che non ha fatto una distinzione netta tra transgenesi rispetto a mutagenesi. Di fatto assimilando le NBT ai vecchi OGM. Se lo studio manterrà distinte le due tecniche di miglioramento genetico il percorso autorizzativo delle varietà non potrà essere lo stesso. È quindi necessario sciogliere questo nodo giuridico di fondo per poter procedere verso la possibilità di una apertura alle NBT. Tutta la polemica sugli OGM non ha nulla a che vedere con le nuove biotecnologie sostenibili che operano all’interno del patrimonio genetico della pianta. Gli obiettivi del Green Deal si raggiungono solo con soluzioni, come quelle prospettate da queste nuove tecniche che consentano di mantenere in Europa il potenziale produttivo in maniera sostenibile». Per Celine Duroc, direttrice del Cepm «i produttori di mais europei hanno regolamentazioni differenti, e discriminanti rispetto a paesi extra europei, in termini di miglioramento genetico o di protezione delle piante, pur affrontando gli stessi problemi». Secondo il presidente della Frp cereali, Cesare Soldi, «anche grazie alle scoperte rese disponibili dai due premi Nobel per la chimica 2020 nel campo del miglioramento varietale si aprono nuovi scenari ed opportunità per gli agricoltori e nello specifico per i maiscoltori. Pensiamo ad esempio alle potenzialità di piante di mais in grado di essere resistenti agli insetti, senza ricorrere ad un uso sostenuto di insetticidi, oppure in grado di essere tolleranti alla siccità o ancora di essere aflatossine- free. Auspichiamo pertanto che la Commissione possa aprire la strada all’impiego delle nuove tecnologie. Per non perdere altro tempo, sarà necessario quanto prima procedere all’analisi e alla verifica in campo delle potenzialità delle NBT non appena si sarà chiarito il tema dal punto di visto normativo. Per questo è estremamente importante che Bruxelles definisca la questione sul piano giuridico nei corretti termini. Solo così si potrà davvero progredire in produttività e sostenibilità ».