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Le novità del Tavolo ortifrutticolo
04/09/2021

Le novità del Tavolo ortifrutticolo

Il 22 luglio scorso si è tenuta, in modalità videoconferenza, la riXe del TON - il Tavolo Ortofrutticolo Nazionale - convocata dal Mipaaf per discutere di: riforma della PAC ed impatto sul settore ortofrutticolo ed attuazione del PNRR. La riXe è stata presieduta dal sottosegretario Sen. Battistoni, coadiuvato dai capidipartimento dott. Abate e dott. Blasi e dal direttore generale dott. Polizzi. All’incontro hanno preso parte le organizzazioni componenti il Tavolo ed i rappresentanti delle sei regioni coinvolte nel tavolo. Il sottosegretario ha aperto l’incontro sottolineando l’importanza del Tavolo, ricordando che il settore orto-frutticolo è un settore rilevante in termini di produzione ed export, ma sta vivendo un momento di difficoltà e che, le ingenti risorse stanziate sui temi della riforma della PAC e del PNRR, dovranno essere indirizzate al rilancio competitivo dell’ortofrutta. Sono state quindi illustrate le principali novità relative alla PAC che riguardano il settore ortofrutta: l’OCM dovrà essere integrata nel Piano Strategico, la durata massima dei PO passa da cinque a sette anni, viene migliorato il livello di aiuto per le AOP e per le OP ed AOP transnazionali, la richiesta di una maggiore ambizione ambientale. Confagricoltura ha mostrato apprezzamento per la conferma nella futura PAC delle misure dell’OCM e per il mantenimento del budget aperto ma ha evidenziato che i nuovi obiettivi dei PO, relativi al 15% per gli interventi agro-ambientali ed al 2% per ricerca ed innovazione, sono molto ambiziosi. La Confederazione ha poi posto l’accento su due importanti temi: la complessità che potrebbe determinare l’integrazione degli obiettivi della dimensione sociale negli obiettivi della strategia del settore e l’effetto della possibile attivazione di misure della gestione del rischio a valere del massimale dei pagamenti diretti in merito alle quali è opportuno conoscere quali ricadute ci si attende per il comparto ortofrutticolo. Infine, considerato che la definizione della strategia di settore “post-2022” può rappresentare un elemento chiave del PSN per l’attuazione della riforma, sarebbe opportuno chiarire quali elementi faranno parte della stesura del PSN e come verranno condivisi con il partenariato. È successivamente intervenuto l’assessore all’Agricoltura della regione Emilia Romagna il quale non ha assolutamente commentato le novità introdotte con la riforma della PAC, ma ha incentrato il suo intervento sulle difficoltà del settore colpito dalle numerose calamità susseguitesi negli ultimi anni (cimice, gelate) ed ha quindi chiesto interventi rapidi per sostenere la ripresa del comparto che sta rischiando di non avere più una prospettiva certa. Nel dettaglio ha chiesto di accelerare con l’erogazione dei 160 milioni di euro attualmente destinati al capitolo gelate, di implementare le risorse finanziarie e di pretendere sostegni a livello europeo. Ha quindi riproposto le misure illustrate precedentemente al Tavolo di ottobre scorso ovvero la riduzione degli oneri fiscali, la necessità di una revisione del sistema delle assicurazioni. Confagricoltura è nuovamente intervenuta per rafforzare le richieste avanzate e dall’altro per indicare ulteriori necessità di intervento. È stato posto l’accento sulle gelate che hanno colpito la produzione e la produttività, sulle crescenti calamità e sulla necessità di ristori più rapidi e dotazioni finanziarie adeguate evidenziando che le aziende si stanno trovando in sofferenza perché colpite dalle gelate 2020, dalle gelate 2021, dalla cimice asiatica, dalla maculatura bruna, dalla moria del kiwi e questo sommarsi di eventi sta mettendo seriamente a rischio il potenziale produttivo nazionale. È stato quindi chiesto un ripensamento complessivo degli strumenti di intervento per calamità naturali e fitopatie. Inoltre, è stato segnalato un decisivo incremento dei costi di produzione ed un rallentamento nelle dinamiche di acquisto nelle ultime settimane, dettato principalmente dall’incertezza della situazione economica. Confagricoltura ha inoltre richiesto al Mipaaf di attivarsi urgentemente a livello comunitario allo scopo di chiedere l’estensione al 2021 delle deroghe comunitarie già accordate nel 2020 per la gestione e rendicontazione dei PO, ivi inclusa la possibilità di elevare al 70% il tasso di cofinanziamento dei PO, che permetterebbe alle OP di beneficiare dell’importo massimo dell’aiuto comunitario anche in presenza di una minore capacità di spesa. Come noto, l’applicabilità di tali deroghe è subordinata alla modifica delle norme comunitarie di riferimento che Confagricoltura ha chiesto da tempo. Altre richieste avanzate dai partecipanti all’incontro hanno riguardato l’aumento del ventaglio delle spese rendicontabili come spese ambientali per far fronte alla nuova soglia del 15% e l’uniformità di applicazione dell’OCM tra le regioni. Per quanto riguarda il PNRRl sono rilevanti ed ammontano ad oltre 4,8 miliardi di euro, suddivisi in diversi segmenti: logistica (800 milioni), contratti di filiera (1,2 miliardi), innovazione e meccanizzazione (500 milioni), Parco Agrisolare (1,5 miliardi), infrastrutture irrigue (880 milioni). Il Mipaaf ha evidenziato che la rendicontazione andrà chiusa entro il 30 giugno 2026. I componenti hanno chiesto pertanto procedure snelle e facilmente accessibili. Il Mipaaf ha informato che la strategia di settore dell’Ocm dovrà integrarsi con gli altri strumenti della PAC nella stesura del Piano Strategico Nazionale per il 2023-2027, ha aperto alla possibilità di rifinanziare con le risorse del Fondo complementare al PNRR i contratti di filiera presentati a valere del cosiddetto IV bando e che non era stato possibile finanziare per scarsezza di risorse, sta riflettendo sulla possibilità di prevedere il fondo mutualistico catastrofale utilizzando sino al 3% dei pagamenti diretti della PAC. Infine, in merito all’utilizzo dei fondi del PNRR, concorda con l’attivazione di procedure più snelle per la presentazione delle domande.