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Latte, nuovi sbocchi commerciali più vicini. Boselli: «Guardiamo al futuro del comparto»
16/02/2021

Latte, nuovi sbocchi commerciali più vicini. Boselli: «Guardiamo al futuro del comparto»

Latte, nuovi sbocchi commerciali più vicini
Dalla fine del regime delle quote latte ad oggi la produzione nazionale di latte ha avuto un deciso impulso. Tanto che oggi siamo quasi arrivati all’autosufficienza, almeno nei mesi invernali, salvo importazioni di prodotti semi lavorati destinati all’industria della trasformazione. Se da un lato si tratta di un fenomeno positivo, dall’altro pone dei problemi per trovare nuovi sbocchi industriali e commerciali, se non si vuole un deprezzamento della materia prima, il latte, di produzione nazionale. Il cui impiego è peraltro un obbligo per i prodotti Dop.
È così che partendo da questa situazione e cercando di farsi carico di un problema per la collettività e per la filiera lattiero casearia, in cui gli allevatori sono l’anello più debole della catena, il settore lattiero caseario dell’Alleanza delle cooperative ha promosso uno studio di fattibilità per valutare la possibilità di mettere in atto linee produttive innovative in grado di valorizzare i componenti di base del latte. Dunque l’ipotesi allo studio è un frazionamento del latte per valorizzarne i principali componenti attraverso nuovi canali di mercato. Lo studio di valutazione ha coinvolto alcuni tra i principali componenti della filiera latte all’interno della alleanza delle cooperative.
«Mi fa veramente piacere che Alleanza delle Cooperative abbia uno sguardo rivolto al futuro. E che lo faccia ponendosi come una vera e propria interprofessione del settore lattiero caseario, con l’obiettivo di cercare di valorizzare il prodotto italiano, smarcando il nostro latte dall’essere considerato una commodity», ha affermato il presidente di Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli.

Boselli: «Guardiamo al futuro del comparto»
Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia, ha accolto con soddisfazione l’iniziativa promossa da Alleanza delle cooperative di mettere allo studio iniziative di carattere industriale e commerciale per la valorizzazione del latte. Dalla fine del regime delle quote latte ad oggi la produzione nazionale di latte ha avuto un deciso impulso. Tanto che oggi siamo quasi arrivati all’autosufficienza, almeno nei mesi invernali, salvo importazioni di prodotti semi lavorati destinati all’industria della trasformazione. Se da un lato si tratta di un fenomeno positivo, dall’altro pone dei problemi per trovare nuovi sbocchi industriali e commerciali, se non si vuole un deprezzamento della materia prima, il latte, di produzione nazionale, il cui impiego è peraltro un obbligo per i prodotti Dop.
È così che partendo da questa situazione e cercando di farsi carico di un problema per la collettività e per la filiera lattiero casearia, in cui gli allevatori sono l’anello più debole della catena, il settore lattiero caseario dell’Alleanza delle cooperative ha promosso uno studio di fattibilità per valutare la possibilità di mettere in atto linee produttive innovative in grado di valorizzare i componenti di base del latte. Dunque l’ipotesi allo studio è un frazionamento del latte per valorizzarne i principali componenti attraverso nuovi canali di mercato. Lo studio di valutazione ha coinvolto alcuni tra i principali componenti della filiera latte all’interno della alleanza delle cooperative. «L'operazione che ci avviamo studiare riveste un grande valore strategico che potrebbe avere importanti ricadute su tutte le aziende del settore lattiero-caseario italiano ed è per questo che sarà nostra intenzione aprire l'iniziativa delle cooperative a tutte le organizzazioni e le imprese che operano nella filiera », ha detto il coordinatore del settore lattiero-caseario di alleanza cooperative agroalimentari Giovanni Guarneri.
Più esplicito è Antonio Boselli: «Mi fa veramente piacere che Alleanza delle Cooperative, a cui afferiscono le principali cooperative del settore lattiero caseario, abbia uno sguardo rivolto al futuro. E che lo faccia ponendosi come una vera e propria interprofessione del settore lattiero caseario, con l’obiettivo da un lato di cercare di valorizzare il prodotto italiano, non solo come Dop e altri prodotti di eccellenza, smarcando il nostro latte dall’essere considerato una commodity, e dall’altro permettere una crescita delle aziende dei produttori soci in un’ottica di sostenibilità economica ambientale e sociale. Come Confagricoltura Lombardia non faremo mancare il nostro sostegno a progetti che valorizzino i prodotti delle aziende agricole e il Made in italy, specie in una ottica di export e di conquista di nuovi mercati». In effetti per gli incrementi produttivi e per la evoluzione dei mercati, i tempi lo impongono.