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Latte, le quotazioni risalgono
23/07/2021

Latte, le quotazioni risalgono

I produttori di latte italiano stavano aspettando da tempo una svolta sul prezzo del latte alla stalla che sembra essere in vista. Infatti, dopo molti mesi le quotazioni sembrano avere imboccato la strada della risalita visto che il latte spot, pur con tutti i suoi limiti, ha raggiunto e anche superato la soglia simbolo dei 40 centesimi al litro. "Anche se in questi casi occorre essere molto prudenti - afferma Francesco Martinoni, presidente della Federazione nazionale latte di Confagricoltura -. Però si stanno verificando alcune circostanze che messe tutte assieme ci lasciano ben sperare per il periodo estivo e per il prossimo futuro”. Martinoni si riferisce al fatto che in Europa la produzione sta subendo un rallentamento soprattutto in alcuni paesi annoverati tra i maggiori produttori di latte: Francia, Germania ed Olanda. La Francia per il pesante incremento del costo delle materie prime, e segnatamente i cerali: mais soprattutto e soia. Fattore che ha influito anche la produzione di latte in Germania, oltre ad una quota consistente di latte tedesco trasformato in polvere e destinato ai mercati orientali. La contrazione produttiva in Olanda è stata dovuta alle pesanti restrizioni imposte dal governo per il contenimento dell’inquinamento da fosfati. Per contro altri paesi come Irlanda e Polonia sono ancora in fase espansiva ma non tale da compensare il calo degli altri paesi. “Questo significa - prosegue Francesco Martinoni -, che il nostro mercato europeo si trova in una condizione di un certo equilibrio tra domanda ed offerta, ma che vede la domanda crescere e l’offerta in leggera flessione”. In Italia per la verità le previsioni delle produzioni a fine anno sono date ancora in aumento ma che dovrebbe essere contenuto in meno dell’uno percento rispetto all’anno scorso. Altri aspetti positivi sono dati dalla ripesa dei consumi di latte e latticini che storicamente si registra durante il periodo estivo ed il calo fisiologico delle produzioni dovuto al caldo. Poi la ripresa dei consumi, del dopo Covid, quest’anno dovrebbe essere più accentuata con la riapertura di ristoranti e pizzerie. “Grazie all’insieme di queste circostanze - prosegue Martinoni - in questo momento si stanno facendo contratti a livelli più alti rispetto a quelli storici in questo periodo. Fino a giugno si lavorava sui 37-38 centesimi mentre adesso si parla di 39-40 e anche 42 centesimi. A completare questo quadro di apertura anche il persistere delle quotazioni del Grana Padano che si mantengono stabili sui 7,1 euro al chilo, con anche una certa tendenza a salire”. A proposito di Grana, adesso arrivano dei mesi in cui viene pronto il formaggio lavorato in settembre, periodo in cui le latterie vendevano il latte a scapito della produzione di formaggio, il che significa che vi è meno disponibilità di prodotto da immettere sul mercato. “Infine un ultima nota che induce ad un certo ottimismo - conclude l'allevatore bresciano Francesco Martinoni -, sono le quotazioni del siero e della panna, indicazioni che insieme a quelle esposte in precedenza lasciano ben sperare per i prossimi mesi”.