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Giavazzi alla Frp Orticole, “Forti  preoccupazioni per la Vertical Farming”
14/12/2021

Giavazzi alla Frp Orticole, “Forti preoccupazioni per la Vertical Farming”

Dopo i cambi di vertice nelle Federazioni regionali di prodotto di Confagricoltura Lombardia relative a Bioeconomia (Arenghi), Pomodoro (Ferrari) e Biologico (Brambilla), la Sezione Orticole ha rinnovato Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo, come guida per la propria Frp. “La principale criticità della nostra Sezione - spiega Giavazzi - consiste nella grande varietà di prodotti di cui ci occupiamo, che vanno dalla coltura di cipolle, finocchi, carciofi fino alla IV gamma. Quest’ultima è sicuramente il centro dell’attenzione, motivo per il quale è difficile trovare una grande partecipazione da parte degli orticoltori che non se ne occupano. Non tutte le sezioni provinciali sono interessate dalla IV gamma, che ad oggi è diffusa principalmente a Bergamo e Brescia, quindi iniziavamo a chiederci se avesse senso far funzionare una Sezione così ampia dove c’era un unico interesse da seguire. Con l’ultima riunione c’è stata però un’importante apertura: ho nominato come vicepresidente Matteo Bernardi, imprenditore cremonese che si occupa di orticoltura seguendo altri settori, che aiuterà ad ampliare i nostri confronti e le nostre azioni”. “I numeri non sono certamente quelli della zootecnia - prosegue - ma l’aumento enorme del costo delle materie prime e dell’energia risulta massacrante anche per il nostro settore, come le difficoltà di mercato e di ritiro. Queste però, nonostante tutto, non sono la principale preoccupazione che affligge il comparto orticolo. Stiamo infatti affrontando una concorrenza pericolossissima che potrebbe porre fine al nostro settore: la Vertical Farming”. “Abbiamo cominciato a sollevare, in perfetta intesa con Salerno, questo gravissimo problema, portandolo all’attenzione dello staff legale di Roma. Ci sono state decisioni a livello generale che sono partite per l’esame europeo e che hanno comportato enormi disguidi. Nelle riunioni coi massimi esponenti romani siamo riusciti a far passare il messaggio che non siamo contrari alla libera impresa, ma facciamo presente come queste realtà, che richiedono investimenti stratosferici di decine di milioni di euro, siano improponibili per il mondo agricolo. Ci stanno facendo una concorrenza enorme alla quale non riusciremo a resistere. Serve quindi un’equidistanza con la libera impresa, non dimenticandosi che ci sono migliaia di produttori che rischiano domani di diventare non competitivi”. “La Regione - conclude il presidente Giavazzi - ha da pochi giorni sdoganato il Vertical Farming come attività agricola e questo ci sta creando grandi preoccupazioni. Siamo pronti infatti a impugnare questo decreto che è ad oggi incompatibile con le direttive nazionali. Per la prima volta anche i colossi della parte industriale si trovano nella stessa situazione di noi agricoltori, c’è quindi una grande collaborazione per cercare di intervenire. A Roma hanno aperto affinché ci sedessimo anche noi al Tavolo di confronto per risolvere la difficile situazione e confido che il presidente di Confagricoltura Lombardia chieda di potervi partecipare al più presto per far sentire la nostra voce”.