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Florovivaismo, un tavolo di confronto
16/04/2021

Florovivaismo, un tavolo di confronto

È stato convocato da Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, un incontro del tavolo florovivaistico regionale, partecipato da Confagricoltura Lombardia. L’aggiornamento richiesto da Regione si è tenuto lo scorso 30 marzo ed è stato un momento di confronto tra gli esponenti delle varie organizzazioni professionali lombarde in particolare sul tema della legislazione dei Garden Center. Infatti, all’ordine del giorno, sono stati fissati due punti concernenti questo delicato tema che da qualche anno sta interessando le amministrazioni regionali e i vari attori del comparto florovivaistico lombardo, tra cui in particolare l’AICG (l’Aassociazione italiana centri giardinaggio).
Dopo un breve esame del comparto nel suo complesso, è stata discussa la possibilità di adozione di una DGR esplicativa che vada a specificare meglio alcuni elementi che sono stati inseriti nella recente modifica della Legge Regionale 31/2008. In particolare i punti al vaglio sono l’elenco merceologico e i criteri del prodotto locale che vuole essere favorito in queste importanti realtà di spicco in un comparto rilevante dell’agricoltura nazionale che vale più di 2,5 miliardi di euro, riguarda 27mila aziende, impegna più di 30mila ettari ed occupa oltre centomila addetti. Con la modifica alla L.R. 31/2008 sono stati chiariti i confini dell’attività di queste realtà imprenditoriali, veri e propri centri specializzati sempre più diffusi sul territorio, proprio per il loro forte ruolo di interconnessione con le tematiche della promozione e diffusione della cultura del verde, dell’ambiente, della natura e dei nuovi stili di vita basati sul concetto della sostenibilità ambientale. Le proposte emerse dal Tavolo sono essenzialmente legate ad una maggiore apertura rispetto ai prodotti commercializzabili dai Centro Giardinaggio rispetto all’obbligo di commercializzare una quota di prodotti di origine italiana e lombarda. I punti nel dettaglio sono al vaglio dell’amministrazione regionale e non sono privi di criticità: non è facile, infatti, dare una definizione univoca al «prodotto locale», la cui esplicitazione potrebbe creare maggiori problemi, anche in considerazione dei controlli a carico delle già impegnate amministrazioni provinciali locali, ai Centri Giardinaggio a cui sarebbe chiesto di garantire una consistente quota di prodotto venduto di origine locale. Tutto rimandato comunque a un prossimo incontro, anche se sembra probabile uno stop alla DGR, mantenendo quindi soltanto le clausole imposte dalla modifica alla Legge Regionale numero 31del 2008, in attesa di un’eventuale norma a livello nazionale. Terremo aggiornati tutti i nostri lettori su questo delicato tema.