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Covid, l’aiuto di Confagricoltura Le imprese agricole in prima linea per le favorire le vaccinazioni
22/04/2021

Covid, l’aiuto di Confagricoltura Le imprese agricole in prima linea per le favorire le vaccinazioni

«Siamo in prima linea per affrontare l’emergenza sanitaria - ha detto Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia - e promotori della campagna vaccinale in quanto riteniamo fondamentale unire le forze per sconfiggere il nemico comune della pandemia e dare speranza ai nostri agricoltori per uscire dalla crisi sanitaria ed economica». Su questo delicato tema, Confagricoltura ha aderito al «Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Covid-19 nei luoghi di lavoro», sottoscritto tra il governo e le parti sociali. Ad inizio del mese di marzo, Confagricoltura aveva già aderito ad nuovo protocollo promosso da Regione Lombardia per contribuire concretamente nella campagna vaccinale nel nostro territorio che prevedeva la disponibilità del datore di lavoro alla somministrazione del vaccino in azienda da parte del medico competente, a sua volta resosi disponibile, a tutti coloro che vi lavorano e che volontariamente aderiscono all'offerta.
«Per contenere il contagio abbiamo bisogno non solo delle dosi di vaccino necessarie, ma anche della disponibilità delle persone di essere vaccinati e di medici competenti. Per questo motivo - aggiunge il presidente di Confagricoltura Lombardia - siamo pronti per portare vanti una campagna di sensibilizzazione nelle nostre sedi territoriali affinché sempre più agricoltori condividano la necessità di ricevere il vaccino come unica soluzione per superare la pandemia da Covid 19 e attraverso questo nuovo Protocollo - commenta Antonio Boselli - viene data una risposta concreta all’interesse manifestato da diverse imprese agricole associate di medie-grandi dimensioni a porre in essere tutte le iniziative necessarie per la vaccinazione dei propri dipendenti».
Il settore primario lombardo, che ha confermato il suo ruolo strategico anche nell’emergenza sanitaria in atto, potrà dunque fornire il suo fattivo contributo alla realizzazione del Piano vaccinale nazionale, anche se il lavoro agricolo è classificato a «basso rischio» dall’Inail rispetto al contagio da Coronavirus. Infatti le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 segnalate dall’inizio dell’epidemia in agricoltura rappresentano soltanto l’1,5% del totale delle denunce pervenute (dati Inail del 6-4-21).
«L’adesione al Protocollo da parte delle imprese agricole italiane è assolutamente volontario – ricorda Confagricoltura -. Potranno aderire tutti i datori di lavoro del settore, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati, anche se, verosimilmente, saranno le imprese di certe dimensioni ad essere maggiormente interessate, potendo contare su spazi adeguati. In ogni caso l’adesione al piano di vaccinazione nei luoghi di lavoro potrà essere supportata o coordinata dalle sedi territoriali di Confagricoltura ».

La somministrazione del vaccino potrà avvenire secondo tre diverse modalità: somministrazione diretta in azienda (con costi a carico del datore di lavoro, salvo i vaccini che saranno forniti dalle autorità sanitarie regionali); somministrazione in convenzione con strutture sanitarie private (anche per il tramite delle sedi territoriali di Confagricoltura); somministrazione per il tramite dell’Inail (per i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente ovvero non possano fare ricorso a strutture sanitarie private).
«Attraverso la vaccinazione in azienda, le imprese agricole - aggiunge il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli - vogliono fornire il loro contributo ad un ritorno graduale alla normalità, condizione necessaria per la ripresa economica del Paese. L’iniziativa proposta è la concreta risposta a questa emergenza - ha detto Boselli - e per questo motivo siamo a completa disposizione per portare avanti questo modello operativo di vaccinazione di massa anche attraverso la disponibilità di molte aziende agricole associate per ospitare medici competenti ed effettuare in totale sicurezza le operazioni di vaccinazione per coloro che liberamente ne faranno richiesta».
Sul delicato tema delle riaperture, Boselli ricorda che «la ripresa economica è legata al superamento definitivo dell’emergenza sanitaria. Il lavoro del Governo per favorire una graduale riapertura delle attività è importante e l’ipotesi che questa possa essere decisa quanto prima possibile, compatibilmente con l’andamento del contagio, è una buona notizia. Attendiamo le decisioni ufficiali del Governo Draghi. Per il nostro settore - spiega - si tratterebbe di un passo atteso, auspicato e fondamentale per la ripartenza». La chiusura dell’Ho.re.Ca. ha messo in ginocchio molti settori, ad esempio quello del vino, che destina il 55% del suo valore a questo canale, ma ha influito pesantemente su diversi comparti. È il caso dell’agriturismo: le strutture lombarde, come quelle di tutto il nostro Paese, sono in grande sofferenza e la riapertura in questi mesi sarebbe importante non solo per le imprese, ma anche per gli ospiti. L’accoglienza è infatti garantita in assoluta sicurezza, grazie agli spazi aperti in campagna e alle caratteristiche stesse degli agriturismi. «L’avanzamento del piano di vaccinazione segnerà i tempi della ripresa delle attività, così come sta succedendo anche in Europa - conclude il presidente Antonio Boselli -, dove alcuni Stati membri stanno lavorando alla definizione di un calendario delle riaperture quanto prima».