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Cereali, tre strategie per il rilancio del mais
28/04/2021

Cereali, tre strategie per il rilancio del mais

«La fotografia è ben chiara: in dieci anni abbiamo perso la superficie coltivata a mais pari alla Valle d’Aosta, ossia 320.000 ettari– ha affermato Cesare Soldi, presidente della Frp Cereali di Confagricoltura Lombardia –. La nostra regione, insieme al Veneto, guida la contrazione con meno 84 mila e meno 75mila ettari. Questi dati impietosi – continua Soldi – seguono quanto evidenziava Ismea nel 2019 in relazione al fatto che i maiscoltori della Pianura Padana due anni fa producevano granella con un costo medio di 185 euro a tonnellata a fronte di una quotazione di 175 euro e quindi sotto costo». Queste informazioni non hanno lasciato indifferenti i cerealicoltori: «Chiediamo da tempo che la Politica italiana ed internazionale intervenga in maniera decisa per il rilancio della granella e del mais – prosegue Cesare Soldi – e come Confagricoltura abbiamo affrontato questa situazione con numerose proposte serie contenute nel Piano maidicolo che è stato anche ripreso dall’Istat con grande nostra soddisfazione ». In particolare, sono tre gli asset per recuperare l’autoapprovvigionamento della materia prima. In primo luogo, l’orientamento al mercato per promuovere soprattutto i contratti di filiera, che con le iniziative messe in campo nel 2020 ( Decreto competitività delle filiere e l’accordo quadro della granella) hanno portato lo scorso anno ad una premialità complessiva di circa 10 euro alla tonnellata in più rispetto a quanto riconosciuto dal mercato. In secondo luogo l’aumento dell’efficienza in termini di resa e sanità del prodotto attraverso una strategia fondata sulla ricerca scientifica che preveda il potenziamento della rete nazionale di confronto varietale, l’individuazione di percorsi produttivi per le specialty in filiera e per le sfide ambientali, l’analisi e la verifica in campo delle potenzialità delle New breeding technique ed il rilancio dell’assistenza tecnica sul mais. «Come terzo asset, infine, abbiamo redatto un documento di posizione sulla PAC in merito al mais – ha concluso il cerealicoltore Soldi – con la richiesta del sostegno ai pagamenti diretti in particolare con l’introduzione di un aiuto accoppiato alla coltura come già avviene per la soia, il grano duro e la barbabietola ed un indirizzo chiaro in merito ai PSR che saranno recepiti a livello regionale».