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Uso energetico del mais, da Confagricoltura soddisfazione per le indicazioni di Regione Lombardia
22.11.2017

Uso energetico del mais, da Confagricoltura soddisfazione per le indicazioni di Regione Lombardia

LA DESTINAZIONE DEL GRANOTURCO CON ELEVATE AFLATOSSINE

Uso energetico del mais, da Confagricoltura soddisfazione per le indicazioni di Regione Lombardia

Il presidente dell’organizzazione regionale, Antonio Boselli: “Ringraziamo i dirigenti regionali per queste precisazioni che fanno chiarezza e che sono basate sulle evidenze scientifiche e sulle analisi delle Università”

Nel corso degli ultimi quindici anni si sono verificate alcune annate in cui le aflatossine hanno contaminato diffusamente la produzione regionale di granella da mais, con seri problemi per i produttori e per le filiere dipendenti. Le cause sono da individuare soprattutto nel caldo e nella siccità che hanno caratterizzato il periodo estivo.

Nei giorni scorsi, le direzioni generali Agricoltura, Ambiente e Welfare di Regione Lombardia hanno diffuso una circolare in cui viene precisato con maggiore chiarezza l’utilizzo per la produzione energetica del granoturco non conforme all’uso alimentare a causa dell’elevato tenore di aflatossine.

Il mais contaminato da alflatossine può quindi utilimente essere impiegato nella filiera energetica tramite digestione anareobica, anche perché – come evidenziato dalle ricerche dell’Università degli Studi di Milano e del Centro Ricerche Produzione Animale (C.R.P.A.) – durante la fase di digestione e ulteriormente nel corso della successiva fase di stoccaggio si registra una significativa diminuzione della concentrazione di aflatossine.

La Regione ha così sottolineato che il mais con concentrazioni superiori a 20 ppb (parti per miliardo) può essere impiegato nei digestori fino a una quota massima del 10% delle matrici che costituiscono la razione del biodigestore.

Confagricoltura Lombardia esprime soddisfazione per questa regolamentazione. “Ringraziamo i dirigenti regionali – dice il presidente Antonio Boselli – perché finalmente viene fatta chiarezza su un tema rimasto per anni nel limbo: è importante sottolineare come la stessa digestione contribuisca ad abbassare il livello di aflatossine nel mais. Inoltre – sottolinea Boselli – la Regione giunge a queste conclusioni sulla base di evidenze scientifiche che derivano dalle ricerche delle Università: riteniamo che questo sia il modo corretto di procedere e auspichiamo che questa modalità operativa possa essere utilizzata in ogni circostanza. I dati oggettivi – conclude il presidente regionale – devono essere sempre la bussola per prendere poi decisioni operative”.