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Suinicoltura, prosegue il crollo delle quotazioni dei grassi “Insufficienti le misure di ristoro proposte dal Governo”
20/07/2020

Suinicoltura, prosegue il crollo delle quotazioni dei grassi “Insufficienti le misure di ristoro proposte dal Governo”

LA FEDERAZIONE REGIONALE DI PRODOTTO

Suinicoltura, prosegue il crollo delle quotazioni dei grassi “Insufficienti le misure di ristoro proposte dal Governo”
Secondo gli allevatori di Confagricoltura Lombardia un piano di abbattimento sarebbe l’unica misura in grado di riequilibrare il mercato in tempi brevi. Si suggerisce agli allevatori di non accettare prezzi a 1,225 euro/kg


Dopo un lungo periodo di interruzione causata dall’emergenza Covid 19, si è nuovamente riunita la Federazione regionale di prodotto suinicola di Confagricoltura Lombardia. L’incontro, coordinato dal presidente della Frp Stefano Salvarani e dai due vicepresidenti Giovanni Favalli e Davide Berta, si è svolto a Leno. Nel corso della riunione, è stata espressa preoccupazione per la situazione economica generata dal crollo delle quotazioni dei grassi e per le misure di ristoro previste dal Governo, giudicate insufficienti soprattutto per le scrofaie.
La Fpr ha quindi chiesto l’attivazione di un piano di abbattimento come unica misura in grado di riequilibrare il mercato in tempi ragionevolmente brevi.
Sul fronte del piano di azione nitrati di Regione Lombardia, adottato a marzo e che ha rivisto il contenuto di azoto nelle deiezioni ed anche il loro volume prodotto complessivamente, la sezione attraverso Confagricoltura Lombardia intende chiedere all’amministrazione regionale approfondimenti sui nuovi criteri  e sulle metodologie di calcolo impiegate  che corrono il rischio di penalizzare eccessivamente alcuni comparti della zootecnia lombarda.
Infine, nell’ambito delle valutazioni economiche, è stato ancora una volta analizzato il funzionamento della Cun grassi. Nell’ultima seduta, la quotazione licenziata è stata di 1,185 euro per chilo ma con un ampio range, di ben 5 centesimi. Un range di tale ampiezza non sarebbe giustificato dalle reali condizioni di mercato. Gli allevatori avrebbero dovuto ottenere una quotazione più alta e maggiormente aderente al mercato. La decisione presa, secondo i suinicoltori di Confagricoltura Lombardia, assomiglia molto di più ad un “non rilevato” piuttosto che ad un preciso riscontro economico.
Per questa ragione, su indicazione dei Commissari espressione di Confagricoltura Lombardia, si suggerisce agli allevatori che devono inviare suini al macello di non accettare quotazioni  inferiori a 1,225 euro/kg, valore che è all'interno del range stabilito, ma ai margini più elevati.
Secondo Confagricoltura Lombardia, tale indicazione, nei limiti del possibile ed in funzione delle necessità dei singoli allevatori, può contribuire a sostenere il momento di ripresa dei grassi.