news
I risultati dell’indagine congiunturale sulla situazione del settore agricolo lombardo nel terzo trimestre 2017.
01.12.2017

I risultati dell’indagine congiunturale sulla situazione del settore agricolo lombardo nel terzo trimestre 2017.

Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’Agricoltura, presentano i risultati dell’indagine congiunturale sulla situazione del settore agricolo lombardo nel terzo trimestre 2017.
L’agricoltura lombarda continua a beneficiare della situazione favorevole del comparto zootecnico, che rappresenta una componente fondamentale del sistema agroalimentare regionale: ai settori del latte e dei suini, già in significativo miglioramento nei trimestri scorsi, si aggiungono le carni bovine, comparto in forte difficoltà negli ultimi anni ma che comincia a manifestare segnali positivi. Anche il vino evidenzia valutazioni soddisfacenti, nonostante gli scarsi risultati della vendemmia, mentre si conferma in crisi il comparto dei cereali, colpito anche dalle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno determinato un incremento dei costi di produzione.


L’indagine congiunturale sull’agricoltura lombarda è promossa da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’Agricoltura.  La metodologia di analisi è basata su interviste quali-quantitative ad un panel di aziende lombarde particolarmente rappresentative e a testimoni privilegiati del mondo agricolo organizzato e della filiera agroalimentare, in grado di fornire informazioni e indicazioni non solo sulle dinamiche congiunturali, ma anche sui trend di medio periodo.

Il terzo trimestre 2017 conferma la fase di miglioramento per l’agricoltura lombarda avviata alla fine del 2016 dopo due anni di intensa crisi, con i prezzi dei principali prodotti agricoli che, secondo gli indici Ismea, segnano incrementi significativi, in particolare per i prodotti zootecnici.
Anche sul fronte dei consumi interni iniziano a manifestarsi segnali di risveglio, sebbene rimangano ancora depressi rispetto ai livelli pre-crisi, mentre prosegue l’ottima performance delle esportazioni agroalimentari.
Risultano positive le valutazioni dei testimoni privilegiati sul fatturato, in continuità con gli ultimi due trimestri, e, per la prima volta dopo quasi cinque anni, anche sulla redditività aziendale. Tali risultati si riflettono sulle aspettative a medio termine, che migliorano determinando una crescita dell’indice del clima di fiducia.
Più contrastanti le indicazioni sul versante dei costi: da un lato l’indice Ismea certifica una lieve discesa dei prezzi medi dei mezzi di produzione dopo due trimestri di crescita, dall’altro i testimoni privilegiati segnalano comunque un aumento delle spese complessive: una spiegazione di tale apparente contraddizione risiede nei costi aggiuntivi sostenuti dagli agricoltori per far fronte alle conseguenze negative delle condizioni meteorologiche, particolarmente rilevanti per i coltivatori che hanno dovuto ricorrere molto all’irrigazione.
In un quadro complessivamente positivo proprio le condizioni climatiche rappresentano la principale criticità: anche nel terzo trimestre infatti le precipitazioni sono state abbondantemente inferiori alla media stagionale, aggravando la situazione di estrema siccità che sta caratterizzando il 2017.
Nel determinare l’evoluzione congiunturale dell’agricoltura lombarda risultano determinanti le dinamiche settoriali, che in questo momento favoriscono la zootecnia, il comparto più rilevante dell’agricoltura lombarda, e penalizzano maggiormente le coltivazioni. In particolare:
•    prosegue la fase positiva evidenziata dal lattiero-caseario da un anno a questa parte, con prezzi in crescita sia per il latte spot che per il latte alla stalla ed esportazioni in forte aumento. Tra i principali prodotti solo il Grana Padano evidenzia un andamento debole delle quotazioni;
•    anche le carni suine confermano una situazione molto favorevole, grazie ai prezzi che dal secondo trimestre del 2016 hanno evidenziato un’intensa crescita dovuta sia all’incremento delle esportazioni sia alle ottime quotazioni raggiunte dai prosciutti crudi marchiati;
•    le carni bovine rappresentano la principale novità positiva del trimestre, dopo la grave crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni: le quotazioni hanno ritrovato vivacità posizionandosi su livelli superiori al biennio 2015-2016 e anche i costi sembrano essersi stabilizzati;
•    il vitivinicolo conferma la situazione di redditività positiva che lo caratterizza negli ultimi anni, grazie soprattutto alla spinta fornita dall’export, anche se le valutazioni dei testimoni in questo trimestre risultano condizionate dagli scarsi risultati della vendemmia (-18,4% le prime stime per la Lombardia, comunque meno pessimistiche rispetto alle previsioni iniziali), che si sono riflessi immediatamente sui prezzi causandone il rialzo;
•    rimane in crisi il comparto dei cereali, che a una situazione insoddisfacente dal punto di vista delle quotazioni ha visto aggiungersi le difficoltà derivanti dalla mancanza di precipitazioni e il relativo aggravio di costi, soprattutto per quanto riguarda il mais.

Analizzando con maggior dettaglio le risposte dei testimoni privilegiati, rimangono prevalentemente positive le valutazioni in merito all’andamento del fatturato, con riferimento ai primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2016: la quota di segnalazioni di aumento è pari al 34% a fronte di un 18% che dichiara invece una diminuzione. L’indice sintetico resta quindi in territorio decisamente positivo (+0,16) anche se in leggero peggioramento rispetto a quello calcolato nella scorsa indagine (+0,23), che si riferiva al primo semestre.
Come già negli ultimi trimestri, anche in questa indagine un segnale negativo si rileva sul fronte dei costi di produzione, con risposte che confermano una rinnovata tendenza all’aumento e un indice sintetico che sale al +0,22 dal +0,02 del secondo trimestre; particolarmente colpiti i settori degli ortaggi (+0,67) e dei cereali (+0,40), che hanno dovuto affrontare maggiori spese per rimediare alla siccità.
Finalmente in territorio positivo l’indice sintetico sull’andamento della redditività aziendale (+0,01), dopo quasi cinque anni in cui il valore era rimasto sempre al di sotto dello zero. Particolarmente positive le valutazioni sull’andamento degli affari da parte dei suinicoltori (+0,50) e degli orticoltori (+0,33); positivi anche gli indici del comparto latte (+0,09), del florovivaismo (+0,13), della carne bovina (+0,10) e del vino (+0,05); risulta ancora decisamente negativo, invece, l’indice del settore cerealicolo (-0,44).
Anche le aspettative degli imprenditori sulla situazione economica aziendale a medio termine (2-3 anni) risultano in miglioramento: l’indice del clima di fiducia, ottenuto come media tra le aspettative e la valutazione degli affari correnti, aumenta quindi dal +0,03 al +0,09, per effetto della contemporanea crescita di entrambe le componenti.