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Fauna selvatica, “situazione ormai insostenibile e pericolosa: necessario riaprire l’attività venatoria in Lombardia”
17/11/2020

Fauna selvatica, “situazione ormai insostenibile e pericolosa: necessario riaprire l’attività venatoria in Lombardia”

IL PROBLEMA DEGLI UNGULATI

Fauna selvatica, “situazione ormai insostenibile e pericolosa: necessario riaprire l’attività venatoria in Lombardia”
Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia: “Nel corso del 2020 sono stati numerosi gli incidenti stradali anche mortali dovuti ai cinghiali che sono, inoltre, i vettori principali della peste suina”

Confagricoltura Lombardia si unisce all’appello lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, perché sia nuovamente consentita in Lombardia l’attività venatoria, nonostante la classificazione come “zona rossa”.

Infatti, afferma Antonio Boselli, presidente delle federazione regionale lombarda di Confagricoltura, “è fondamentale prevenire un’eccessiva riproduzione degli animali: rischiamo che fra qualche mese il fenomeno sia non più gestibile, con danni incalcolabili per le attività”.

Al centro della preoccuppazione di Confagricoltura Lombardia ci sono gli ungulati: “La situazione – continua Boselli - è insostenibile per tanti agricoltori, che chiedono risarcimenti certi senza che questi siano vincolati a costose, oltre che inefficaci, misure di prevenzione come le recinzioni chilometriche. Il problema – prosegue – non riguarda soltanto le imprese agricole, ma tutta la collettività: nel corso del 2020, anche in Lombardia, sono stati numerosi gli incidenti stradali anche mortali dovuti all’attraversamento dei cinghiali; un fenomeno gravissimo cui occorre porre subito rimedio”.

L’organizzazione agricola evidenzia come i cinghiali selvatici siano i vettori principali della peste suina: “Per la nostra regione – continua il presidente – l’arrivo di questa malattia rappresenterebbe un danno gravissimo, che si aggiungerebbe a quelli provocati dalla pandemia. Siamo sempre stati solidali nei confronti del governo e della Regione – dice ancora Boselli – nei momenti di emanazione delle norme anticontagio: ma la caccia, come tutte le attività individuali all’aperto, può essere praticata in totale sicurezza e anzi, per i motivi elencati, rappresenterebbe in questo momento uno strumento di prevenzione di altre difficoltà. Ci auguriamo – conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia – che il governo possa rivedere la sua posizione su questo tema e avviare nuovamente l’attività venatoria”.

Infine, Confagricoltura Lombardia auspica una soluzione per consentire un rapido indennizzo delle aziende danneggiate che non debba rientrare nel tetto del "de minimis" aziendale.