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Elezioni regionali, una ricca giornata di confronto con i candidati alla presidenza della Lombardia
25.01.2018

Elezioni regionali, una ricca giornata di confronto con i candidati alla presidenza della Lombardia

L’APPUNTAMENTO ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA LOMBARDIA
Elezioni regionali, una ricca giornata di confronto con i candidati alla presidenza della Lombardia
Davanti ai dirigenti delle Unioni provinciali lombarde, sono intervenuti Dario Violi (Movimento 5 Stelle), Attilio Fontana (centro-destra), Giorgio Gori (centro-sinistra) ed Onorio Rosati (Liberi e Uguali)

Una ricca giornata di confronto con i quattro principali candidati alla presidenza della Lombardia, per approfondire i programmi elettorali, in particolare sul fronte dell’agricoltura, nella regione più produttiva d’Italia.
L’appuntamento si è svolto oggi nella sede di Confagricoltura Lombardia, in viale Isonzo a Miano, con la partecipazione di Dario Violi (Movimento 5 Stelle), Attilio Fontana (centro-destra), Giorgio Gori (centro-sinistra) e Onorio Rosati (Liberi e Uguali), incalzati dalle domande dei dirigenti dell’organizzazione regionale e delle Unioni provinciali lombarde.
“La Lombardia – ha detto in apertura Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia – rappresenta una eccellenza nel panorama agricolo europeo, un territorio in cui gli imprenditori investono in ricerca ed innovazione: abbiamo però bisogno del sostegno delle istituzioni regionali, soprattutto nella stesura del Piano di sviluppo rurale per favorire gli investimenti e nel dialogo con Bruxelles”.
Il dibattito è subito entrato nel vivo, con la concretezza che caratterizza gli imprenditori agricoli.
“In un’epoca di false notizie – ha affermato Giovanni Garbelli, vicepresidente dell’organizzazione regionale – dobbiamo sottolineare con forza che ogni argomentazione deve essere accompagnata da evidenze scientifiche: nel caso del glifosate, ad esempio, prevale nettamente la disinformazione. La Regione – ha aggiunto - deve aiutarci nel combattere le nostre battaglie, a livello nazionale e anche a Bruxelles, perché il settore primario deve essere tutelato”.
Nel suo intervento Dario Violi, il più giovane candidato alla presidenza, ha criticato pesantemente il sistema informatico di Regione Lombardia, sottolineando le difficoltà che vivono ogni giorno gli agricoltori quando si interfacciano con con gli uffici regionali. Il candidato pentastellato si è inoltre schierato contro alcuni trattati internazionali recentemente siglati dall’Unione euopea, sottolineando come non tutelino adeguatamente i prodotti italiani. “Su questo tema - ha tuttavia replicato il presidente Boselli - non possiamo pensare che l’Italia possa vincere sempre 4-0 quando si siglano accordi transnazionali: si tratta di compromessi, con lati positivi e negativi”.
Il leghista Attilio Fontana, sostenuto anche da Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre formazioni di centro-destra, ha concentrato il proprio intervento su alcuni temi cari a Confagricoltura: “Dobbiamo fare in modo che il territorio destinato all’agricoltura continui ad essere dedicato al settore primario: la cementificazione deve terminare. Un altro punto su cui interverrò se sarò eletto – ha continuato - è la lotta alla burocratizzazione: gli imprenditori devono essere messi nelle condizioni di fare il proprio lavoro; è un impegno che mi assumo, anche se so che non è facile. Ci sono poi i problemi legati alla fauna selvatica – ha aggiunto -: bisogna cercare di far convivere le esigenze ambientaliste con quelle di chi ha il diritto di lavorare in sicurezza. Non vogliamo poi dimenticare l’agricoltura di montagna – ha detto il candidato del centro-destra - e quella di collina: sono fondamentali per la tutela del territorio”.
Fontana ha ribadito infine l’importanza del percorso di sviluppo dell’autonomia regionale. Un punto condiviso anche da Confagricoltura. “Chiediamo per la Lombardia un filo diretto con l’Europa – ha detto Matteo Lasagna, vicepresidente nazionale – non solo per cercare di portare a casa più risorse possibili, ma anche per evitare un’uniformità di produzione: abbiamo la capacità di produrre derrate alimentari e prodotti trasformati che hanno una qualità che tutto il mondo ci invidia: dobbiamo tutelare i produttori con leggi regionali ad hoc”.
Particolarmente produttivo anche il confronto con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo ed esponente del Partito democratico. “Credo – ha detto in apertura Gori – che negli ultimi cinque anni i rapporti tra le organizzazioni agricole e le istituzioni regionali siano peggiorati: oltre ai problemi legati alla burocrazia, che sono ormai intollerabili, è stato anche tolto il necessario spazio di confronto tra chi decide e le associazioni di categoria”. Per quanto riguarda il futuro, Gori ha invitato a guardare avanti e a cercare di imitare i migliori. “Spesso la Lombardia – ha affermato – si confronta con altri territori italiani storicamente più arretrati: guardiamo invece all’Europa e capiamo dove possiamo migliorare”. Il candidato del Partito democratico ha inoltre promesso, in caso di vittoria elettorale, l’istituzione di un assessorato alla Montagna, che possa essere punto di riferimento per turismo e attività produttive in territori che hanno caratteristiche ed esigenze particolari.
La giornata si è conclusa con Onorio Rosati, candidato per il movimento che a livello nazionale è guidato dal presidente del Senato, Pietro Grasso. “Credo che ci sia un problema di comunicazione tra gli agricoltori e il mondo politico – ha affermato il politico di Liberi e Uguali -: molti pretendono di essere degli esperti su tutti i temi, anche senza esserlo. È necessario conoscere e informarsi – ha affermato Rosati – ed è per questo che io intendo stabilire un contatto diretto con gli imprenditori agricoli, anche se non dovessi essere eletto governatore”.
Una giornata intensa, in cui sono emersi numerosi spunti per il futuro e in cui Confagricoltura Lombardia si è resa protagonista di un approfondimento importantissimo in vista della scelta che dovrà essere presa domenica 4 marzo con il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del nuovo presidente, in carica per i prossimi cinque anni.