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Boselli: “Necessario rivedere la nuova definizione di rifiuto speciale per non appesantire ulteriormente le nostre aziende agricole”
12/03/2021

Boselli: “Necessario rivedere la nuova definizione di rifiuto speciale per non appesantire ulteriormente le nostre aziende agricole”

UN ULTERIORE OSTACOLO PER IL SETTORE AGRICOLO LOMBARDO

Boselli: “Necessario rivedere la nuova definizione di rifiuto speciale per non appesantire ulteriormente le nostre aziende agricole”
Il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli, accoglie il disagio di tutti i comparti del settore primario in seguito alla modifica normativa sullo smaltimento dei rifiuti. Gianluigi Vimercati, presidente degli agriturismi di Confagricoltura Lombardia, lo definisce “un obbligo insostenibile per la filiera in un momento economico drammatico”

Il settore agricolo deve fare i conti, dopo il duro colpo a causa dell’emergenza sanitaria, con la norma che obbliga a conferire i rifiuti generati dall’attività agricola e dalle attività connesse, come la ristorazione per gli agriturismi e la vendita diretta di prodotti agricoli, ad un soggetto di gestione rifiuti privato.

Emergono quindi numerose criticità contenute nel Decreto legislativo n. 116 del 2020 che fa riferimento ad una nuova definizione di rifiuto urbano, in vigore dal primo gennaio 2021. Una novità che rischia di impattare negativamente sul settore agricolo: “In alcuni Comuni lombardi è già in atto l’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti agricoli assimilati agli urbani e questo problema sta coinvolgendo tutte le attività agricole, tra cui agriturismi, negozi di vendita di prodotti agricoli, aziende orticole e cantine”, ha affermato Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia.

La nuova definizione di rifiuto prevede, infatti, l’introduzione di un’assimilazione a livello nazionale di determinati rifiuti generati da specifiche attività, precisando poi che rimangano esclusi i rifiuti derivanti da attività agricole e connesse, tra cui in particolare cantine, agriturismi e florovivaisti.

“Se da una parte è necessario approfondire una previsione di costi per l’affidamento del servizio ad un soggetto privato – ha aggiunto Boselli –, dall’altra la nostra Confederazione si sta attivando per segnalare alle amministrazioni competenti la necessità di garantire un periodo transitorio che consenta agli operatori agricoli interessati di organizzarsi autonomamente nella gestione di ulteriori rifiuti o di stipulare, in accordo con i Comuni stessi, apposite convenzioni per la gestione dei rifiuti speciali non più assimilati”.

“Su questo delicato tema - ha detto Gianlugi Vimercati, presidente degli agriturismi di Confagricoltura Lombardia – chiediamo che venga rivista urgentemente la legislazione perché ci sono evidenti paradossi:  i rifiuti organici  di un albergo, ad esempio, vengono smaltiti con le normali prassi, mentre l’agriturismo deve adottare delle nuove procedure speciali o se una bottiglia di vino viene comprata in cantina e bevuta a casa può essere smaltita normalmente, se invece è la cantina a dover adempiere allo smaltimento a seguito di una degustazione diventa rifiuto speciale. Sono quindi chiare le incogruenze con il mondo della ristorazione e siamo in difficoltà perché ad oggi ci viene impedito di continuare ad utilizzare le piattaforme ecologiche in autonomia, obbligando noi operatori agrituristici a nuovi contratti con aziende specializzate. È quindi necessario – ha concluso Vimercati – che le Istituzioni recepiscano questa nostra richiesta perché la filiera è in ginocchio in un momento economico drammatico”.

Ed anche i vitivinicoltori lombardi sono molto preoccupati, come ha affermato Andrea Peri, presidente della Federazione regionale di prodotto Vino di Confagricoltura Lombardia: “Non comprendiamo la ratio della norma per lo smaltimento ad esempio della carta e del cartone per cui viene richiesto il rispetto della procedura per i rifiuti speciali e questa situazione – conclude Peri – va nel senso opposto degli obiettivi di sostenibilità che ci chiede la Comunità europea: in questo modo infatti, si stanno intasando le piattaforme di trattamento di rifiuti speciali, togliendo materiale utile al ricircolo virtuoso dei prodotti di scarto. Non chiediamo privilegi, ma solo di utilizzare il buon senso nella gestione dei rifiuti”.