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Pomodoro sotto scacco
26.06.2018

Pomodoro sotto scacco

La riunione delle Frp

Pomodoro sotto scacco

Il meteo non ha aiutato il settore: si aprirà in ritardo la campagna di raccolta. Si ragiona sull’aggregazione

 

Si è tenuta a Cremona il 12 giugno scorso la riunione della Federazione Regionale di Prodotto Pomodoro di Confagricoltura Lombardia, con l’intento di fare il punto sui trapianti e sui meccanismi di funzionamento delle organizzazioni di produttori.

Sui trapianti, al momento l’annata 2018 si presenta con una flessione del 6% circa rispetto al dato delle superfici combinato con quello delle rese medie storiche. In questa fase il meteo non ha certo aiutato, con piogge frequenti anche intense che hanno determinato uno slittamento temporale dei trapianti e, in qualche caso, anche problemi molto più seri con perdita delle piantine appena messe a dimora. Tutto questo comporterà, con ogni probabilità, anche un ritardo nella apertura della campagna di raccolta che, al contrario, le industrie di trasformazione avrebbero voluto concentrare nel tempo rispetto all’anno scorso (che ricordiamo essere stata una annata in tanti casi eccezionale dal punto di vista delle rese per ettaro) per un generale contenimento dei costi.

Sul tema delle organizzazioni di produttori i punti delicati rimangono sempre due: l’effettiva capacità di programmare con efficacia i trapianti e il rapporto con le industrie di trasformazione al momento della sottoscrizione dei contratti di area.

«L’anno si è aperto con una polemica tutt’altro che velata verso l’operato di alcune OP - ha affermato il presidente della Federazione regionale di prodotto Stefano Acerbi -, in quanto prematuramente e con poca condivisione con la base associativa avevano proceduto a sottoscrivere il prezzo per l’area nord, con un valore da molti produttori associati considerato poco remunerativo».

Il tema rimane quello da una parte dell’importanza della aggregazione come unico strumento a disposizione delle imprese agricole per fare «massa critica» nei confronti dei soggetti che a valle della produzione si occupano di trasformazione e quindi di commercializzazione e dall’altro della impellente necessità che i soggetti di aggregazione riescano a espletare il loro mandato con efficacia e condivisione della base associativa.

«Crediamo che l’industria abbia preso seriamente in considerazione il calo degli ettari per il prezzo non remunerativo e per questo motivo - ha continuato Acerbi - stanno andando a contattare agricoltori per avere un rapporto diretto ed offrire un prezzo fisso per il ritiro. Se da una parte gli agricoltori potrebbero quindi ottenere una maggiore remunerazione, dall’altra si indebolisce l’idea di aggregazione. Stiamo quindi pensando - ha concluso - ad una OI, ossia un’organizzazione nazionale che potrebbe trattare tutto il pomodoro al posto delle OP. Staremo a vedere».