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Anga da Rolfi per parlare del futuro dei giovani
10.10.2018

Anga da Rolfi per parlare del futuro dei giovani

Appuntamento con l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia

«L’incontro con Rolfi, seppur avvenuto in veste ufficiale, ha voluto essere una chiacchierata a tu per tu sul tema del rapporto tra giovani e agricoltura», spiega Alessandro Marinoni, presidente di Anga Lombardia. Dopo essere stati accolti nel salottino dell’ufficio dell’assessore regionale all’Agricoltura, i rappresentanti del gruppo giovani di Confagricoltura Lombardia hanno ringraziato Rolfi per l’importante possibilità offerta, esprimendo la volontà di instaurare con il nuovo anno un tavolo agricolo regionale dedicato ai giovani. «Dopo una piccola presentazione di Anga, che, per quanto sia una realtà ben conosciuta, risulta sempre doverosa,
abbiamo ribadito la variegata e attiva compagine sociale che ci contraddistingue - prosegue Marinoni -. Con piacere abbiamo poi sottolineato come i vari settori produttivi da noi rappresentati compongano un tessuto agricolo lombardo di qualità, ricordando inoltre l’elevata propensione all’investimento e all’innovazione dei nostri ragazzi nonostante le ben conosciute difficoltà di mercato trasversali a molteplici settori». I rappresentanti di Anga Lombardia hanno poi espresso i loro dubbi sulle modalità e disponibilità finanzarie del bando di primo insediamento giovani in agricoltura per il quale Rolfi si è detto consapevole della poca efficacia della misura, adatta solo ad aree
marginali, definendola ormai «fuoritempo». «Per quanto riguarda il fondamentale discorso sul PSR - continua il presidente -, le premesse sono di buon auspicio con l’imminente apertura della misura 4.1 scissa dai PIF e della 4.2, misura tra le più apprezzate ed utilizzate. Infine, abbiamo parlato anche dell’aggregazione agricola partendo dalle OP fino a i distretti e a tal riguardo posizioni leggermente divergenti hanno accesso il dibattito». «L’obiettivo comune e unanime - conclude Marinoni - è quello di intervenire da subito per valorizzare il prodotto agricolo e la terra che molto spesso vengono dimenticati e impoveriti a favore di altri settori quali l’industria e il commercio».