news
Nuova Pac, Boselli: “Manca una strategia sul settore, c’è grande incertezza per quanto accadrà a partire dal 2021”
07/02/2020

Nuova Pac, Boselli: “Manca una strategia sul settore, c’è grande incertezza per quanto accadrà a partire dal 2021”

L’AUDIZIONE IN COMMISIONE REGIONALE AGRICOLTURA

Nuova Pac, Boselli: “Manca una strategia sul settore, c’è grande incertezza per quanto accadrà a partire dal 2021”

Il presidente di Confagricoltura Lombardia: “Non è accettabile il taglio delle risorse proprio in un momento in cui all’imprenditore agricolo viene chiesto di essere molto più che un semplice produttore”

Si è svolta ieri un’audizione delle organizzazioni agricole da parte dell’VIII Commissione (Agricoltura) del Consiglio regionale lombardo, con la centro dei lavori il futuro della Politica agricola comune (Pac).

Il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli, ha evidenziato la preoccupazione dell’organizzazione per l’incertezza relativa al periodo di transizione che caratterizzerà il prossimo anno: non si hanno infatti garanzie per quanto riguarda il finanziamento dei Psr, resteranno in vigore le misure della vecchia Pac e, nello stesso tempo, si dovranno fare i conti con un ridimensionamento delle risorse destinate all’agricoltura che, secondo Boselli, “non è accettabile proprio nel momento in cui viene chiesto all’imprenditore agricolo di essere molto più che un semplice produttore”.

Il presidente Boselli ha inoltre sottolineato gli altri punti critici che sono contenuti nella proposta per la nuova Pac presentata dalla precedente Commissione europea ed in fase di discussione: una ridistribuzione delle risorse dei pagamenti diretti (primo pilastro) a favore dei paesi con un importo medio per ettaro inferiore alla media (la cosiddetta “convergenza esterna”), finanziata da tutti i paesi; una limitazione ai pagamenti diretti a carico delle imprese di maggiore dimensione, con l’introduzione di un tetto massimo (il cosiddetto “capping”); una programmazione degli interventi che dovranno essere inclusi in un piano strategico nazionale, “con il rischio – ha detto ancora Boselli – da un lato di creare disparità di trattamento con altri paesi e dall’altro che questa programmazione non venga declinata in modo corretto a livello regionale”.

Inoltre, resta ancora irrisolto il tema su come verranno distribuiti gli aiuti per ettaro nel nostro paese, ossia la cosiddetta “convergenza interna” che rischia di essere penalizzante per l’agricoltura lombarda.

Infine, nelle previsioni di Bruxelles, a partire dal 2021 gli agricoltori dovrebbero assumere maggiori impegni di natura ambientale e climatica e a favore della biodiversità. “Una sfida che abbiamo accolto favorevolmente già da molto tempo – ha affermato il presidente di Confagricoltura Lombardia – anche perché rientra nel nostro dna di custodi del territorio in cui operiamo: tuttavia il rischio è che, a causa del taglio dei fondi, le imprese non siano messe nelle condizioni di effettuare i necessari investimenti”.

“In definitiva – ha concluso Boselli – manca una strategia complessiva sul settore che dovrebbe portare a delineare i contenuti del Piano nazionale: ad oggi non ne vediamo traccia ed è per questo che la nostra organizzazione guarda con grande apprensione al prossimo futuro”.