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Emergenza Coronavirus, un grave colpo economico per tutte le imprese operative nel settore equino
27/02/2020

Emergenza Coronavirus, un grave colpo economico per tutte le imprese operative nel settore equino

BLOCCATI LEZIONI ED IPPOTURISMO

Emergenza Coronavirus, un grave colpo economico per tutte le imprese operative nel settore equino

Ferruccio Badi, presidente Frp di Confagricoltura Lombardia: “Le restrizioni legate alla situazione sanitaria stanno mettendo in ginocchio anche le attività che si svolgono all’aperto come i corsi di equitazione, colpendo quindi un comparto già in profonda crisi economica”

L’epidemia di Coronavirus in Italia sta creando gravi conseguenze anche per il settore agricolo, non solo per le ripercussioni dirette, ma anche per le restrizioni operate al fine di evitare il contagio.

Le aziende agricole hanno imparato negli anni ad attuare la diversificazione con lo scopo di massimizzare i profitti, senza concentrarsi su un’unica attività, ma in questa situazione non basta. Un esempio virtuoso, nel corso degli anni, è stato quello del comparto equino: l’allevatore di cavalli per far fronte ad una crisi epocale ha proposto sempre più al pubblico esperienze di svago e di formazione.

Le imprese agricole infatti hanno imparato a coniugare le proprie esigenze con le richieste turistiche, come nel settore agrituristico, dove ha riscosso grande successo la possibilità di vivere la natura attraverso lezioni a cavallo.

“Grazie quindi alla diversificazione produttiva – dice Ferruccio Badi, presidente della Federazione regionale di prodotto di Confagricoltura Lombardia -, gli imprenditori agricoli riescono ogni giorno a far fronte a tutti gli oneri relativi al pagamento delle tasse, agli stipendi dei dipendenti, alle attività burocratiche, salvaguardando al contempo il territorio con manutenzioni quotidiane. Purtroppo – prosegue Badi -, a causa delle limitazioni normative in merito alla possibilità di organizzare lezioni di equitazione ed ippoturismo per evitare assembramenti e quindi aumentare la possibilità di contagio, in questi giorni sta venendo a mancare un’importante risorsa per il settore dell’allevamento, che già sta passando un periodo non facile. Inoltre, il minore spostamento di persone riduce le possibilità di vendita dei soggetti e nelle province toccate dal virus si assiste a disdette di monte e prenotazioni per fecondare le cavalle. Il calcolo delle perdite – afferma ancora Badi - raggiunge quasi il 40% per le aziende interessate dalle ordinanze comunali se si considerano anche le prenotazioni cancellate da parte dei turisti stranieri fino alla fine dell’anno, un danno da migliaia di euro per azienda che avrà ripersussioni gravi nei bilanci. Anche i classici spostamenti tra la città e la campagna – dice il presidente della Frp - durante il fine settimana sono completamente congelati e le aziende sono deserte. In questo contesto – conclude Badi -, pur ribadendo l’importanza di seguire con cura quanto deciso a livello regionale e nazionale, è importante che siano già progettate misure di sostegno per i gravi danni che stanno subendo le imprese”.