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Elezioni Associazione regionale allevatori, “violati ancora una volta i principi democratici della rappresentanza associativa”
19.04.2018

Elezioni Associazione regionale allevatori, “violati ancora una volta i principi democratici della rappresentanza associativa”

LA DENUNCIA DI CONFAGRICOLTURA LOMBARDIA
Elezioni Associazione regionale allevatori, “violati ancora una volta i principi democratici della rappresentanza associativa”
Il presidente Antonio Boselli: “Il sistema allevatori è ormai colonizzato da un unico sindacato agricolo che lavora con proprie regole ed obiettivi. Chiediamo alla politica regionale e nazionale di intervenire per ripristinare la corretta gestione di una realtà che appartiene a tutti”

Si sono svolte le elezioni per i delegati e i rappresentanti dei vari territori all’assemblea dell’Aral, l’Associazione regionale allevatori. Confagricoltura Lombardia denuncia, ancora una volta, lo scempio dei principi democratici della rappresentanza.
“Immaginiamo per un istante – dice Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia - se il metodo elettivo usato da Aral fosse stato usato il 4 marzo per le elezioni nazionali: oggi ci troveremmo ad avere un parlamento, dal primo deputato all’ultimo senatore, formato esclusivamente dal partito maggiormente votato, ossia il Movimento 5 Stelle. Si parlerebbe probabilmente – continua Boselli - di attacco alla democrazia. Ma questo è solo l’epilogo di una situazione che si sta trascinando da mesi, se non da anni, con un sistema allevatori sempre più colonizzato da un unico sindacato agricolo, con proprie regole e obiettivi, che lavorando con pazienza alle modifiche statutarie ha generato questa situazione in Lombardia”.
Infatti, denuncia Confagricoltura Lombardia, sono stati adottati uno statuto e regolamenti Aia che hanno permesso di commissariare quasi tutte le Apa (le associazioni allevatori provinciali), estromettendo dalle scelte e dalle strategie di rilancio non solo gli organi amministrativi ma anche i singoli soci, che non sono mai stati ascoltati:  non si è quindi voluto creare un confronto con la base per trovare soluzioni condivise né individuare sistemi elettorali che garantissero una rappresentanza delle minoranze, come accade ad esempio per i consorzi di bonifica.
“Le associazioni allevatori non sono di proprietà di un sindacato – dice ancora il presidente Boselli – e godono di cospicui interventi pubblici: tutte le organizzazioni di rappresentanza agricola devono quindi trovare uno spazio. Diciamo basta con questi soprusi: chiedo alla politica nazionale e regionale – conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia - di mettere mano a questa situazione, perché è impensabile pensare a un futuro agricolo senza che le associazioni rappresentino realmente le esigenze delle imprese”.