Le iniziative
Le linee di comportamento per le aziende agrituristiche
27.09.2018

Le linee di comportamento per le aziende agrituristiche

L'affinarsi dei sistemi di promozione e commercializzazione dei servizi agrituristici, insieme ad una più stretta vigilanza delle autorità sui diversi aspetti di questa attività, pone l'esigenza di comportamenti più disciplinati e «trasparenti» nella pubblicità e nella applicazione dei prezzi. Di seguito quindi delle linee orientative che costituiscono una base tra le aziende agrituristiche, finalizzata a mettere a punto comportamenti qualificati e ampiamente condivisi. La disciplina e le consuetudini relative alla pubblicità e alla applicazione dei prezzi sono, per l'agriturismo, sostanzialmente coincidenti con quanto già stabilito e consolidato nel settore del turismo. I turisti, d'altra parte, sono già abituati a determinate regole, sicché può costituire ragione di sfiducia, oltre che di eventuale contenzioso, l'adozione di regole contrarie. Inoltre, le aziende agrituristiche, così come le aziende turistiche, hanno l'obbligo di comunicare annualmente (entro il 1 ottobre) le tariffe minime e massime che intendono praticare, per ciascuna camera o unità abita tiva. In nessun caso, anche quando il servizio sia commercializzato tramite agenzia, queste tariffe possono essere superate.

È obbligatorio affiggere in luogo ben visibile, all’interno di ciascun alloggio, il listino dei prezzi minimi e massimi comunicati al Comune ove risiede l’azienda. Le tariffe turistiche, e agrituristiche, non sono soggette ad alcun tipo di vincolo normativo: ciascuna azienda è libera di fissarle nella misura che crede, salvo l'impegno a non superare i massimi comunicati, come indicato al punto precedente. Resta, per ciascuno, una valutazione di opportunità che tenga soprattutto conto del mercato turistico e agrituristico locale, del tipo di accoglienza, dei servizi offerti e del livello di rifinitura dell'insieme. L'azienda agrituristica ha facoltà di applicare sconti rispetto alle tariffe massime comunicate all'autorità pubblica, in funzione di proprie valutazioni commerciali. È tuttavia opportuno, anche per ragioni fiscali, che gli sconti siano applicati per motivi e in misure ragionevolmente giustificabili (contratti con agenzie, ospitalità a gruppi, bassa stagione, ecc.).

Ove l'azienda agrituristica si avvalga della collaborazione di una agenzia intermediaria, la provvigione riconosciuta all'agenzia non può in alcun caso essere aggiunta al prezzo normalmente praticato per quel periodo e in condizioni analoghe. Tale provvigione non deve dunque gravare sull'ospite, in quanto costituisce il corrispettivo che l'azienda riconosce all'agenzia per servizi finalizzati all'incremento del proprio giro d'affari. Si aggiunge che le agenzie intermediarie sono tenute a vendere al pubblico ciascun alloggio ad un prezzo non superiore al massimo comunicato alle autorità. E' inoltre opportuno che le aziende concordino con le agenzie le tariffe di vendita (diretta e indiretta) dei propri alloggi, al fine di evitare rimostranze da parte degli ospiti per sfavorevole rapporto qualità-prezzo. Infine, le agenzie non saranno vincolate ai prezzi massimi comunicati (o a far conoscere all'azienda agrituristica il prezzo praticato al pubblico) nel solo caso in cui la prenotazione dell'alloggio costituisca parte integrante di un «pacchetto» unitario comprendente più servizi turistici (es. viaggio, escursioni, pasti fuori azienda, ingressi a musei, ecc.).